Misurazioni di moti, carichi e deformazioni di unità da diporto in vetroresina

L’esecuzione di un’estesa campagna di misure sperimentali che comprenda il rilievo dei moti, delle pressioni sulla carena e delle deformazioni della struttura non è un evento usuale, tanto più se ci si riferisce ad un’unità da diporto di limitate dimensioni.
In effetti, la produzione di queste imbarcazioni in larga serie da parte di alcuni cantieri giustifica ampiamente l’esecuzione di prove sperimentali tese ad ottimizzare il progetto e la costruzione; da un lato poiché il costo può essere ripartito su un numero elevato di unità, ma soprattutto perché i miglioramenti che si prevede di ottenere potrebbero consentire notevoli riduzioni dei costi di costruzione, ad esempio eliminando uno strato nella laminazione o semplificando lo schema strutturale. Spesso, infatti, la mera applicazione di normative e codici di calcolo, necessariamente semplificati per poter essere agevolmente applicati a diverse tipologie di imbarcazioni, non permette di ottenere un progetto che riesca a minimizzare i costi, ovviamente senza derogare alle inviolabili esigenze della sicurezza.
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Stampi chiusi: soluzione compatibile con la qualità dell’ambiente.
Negli ultimi anni si è assistito a un crescente interesse per le macchine elettriche dotate di avvolgimenti concentrati, per i loro notevoli vantaggi costruttivi e funzionali (principalmente una più agevole realizzazione della macchina e lo sviluppo di coppie e f.e.m. elevate a bassa velocità).
L’utilizzo di materiali compositi avanzati rappresenta lasoluzione ideale per la realizzazione dell’albero di un’imbarcazione a vela, per le elevatissime caratteristiche di resistenza e rigidezza specifica che i compositi forniscono, ma soprattutto per la loro anisotropia in grado di riproporre, migliorandolo, il principale vantaggio dei tradizionali alberi in legno. Come verrà discusso nel seguito, nonostante la complessità apparente dell’armo di un’imbarcazione a vela, il carico prevalente agente sull’albero è rappresentato da una compressione assiale dovuta al tiro di sartie, stralli e drizze; risultano quindi chiari i notevoli vantaggi derivanti dalla possibilità di realizzare una struttura a comportamento anisotropo. Questo tipo di approccio non è praticabile per gli alberi in lega leggera di alluminio, per effetto dell’isotropia della lega stessa; questo porta alla realizzazione di componenti che frequentemente risultano non ottimizzati, con particolare riferimento al loro peso. L’utilizzo dei compositi presenta tuttavia alcuni svantaggi e complicazioni operative.
