Il Prosumer di Giampaolo Fabris

Il neologismo inglese indica un consumatore così consapevole come fosse lui il fornitore di un bene

Prosumer. Un neologismo che coniuga e fonde due termini inglesi: producer e consumer. Sta a significare la riunificazione di due ruoli – quello di produttore e di consumatore – che, dall’inizio della rivoluzione industriale, si sono inoltrati per percorsi separati. Nel senso che ciascuno, da allora, ha consumato beni prodotti da altri. Una figura, quella del prosumer, diventata improvvisamente, con l’avvento delle nuove tecnologie, di grande attualità. Anche se in passato aveva suscitato ironie e scetticismi. Ricordo che, qualche anno fa, la rivista Espansione ebbe a dedicarmi un articolo osservando, bontà loro, che le previsioni che avevo anticipato nel corso degli anni sulla dinamica del sociale e dei consumi si erano poi avverate. Per una però, scriveva l’articolista, avevo clamorosamente cannato: prefigurando la comparsa di una nuova tipologia di consumatore, appunto il prosumer. Un termine che non avevo comunque coniato io e che avevo preso a prestito dal mio amico Alvin Toffler.

Il prosumer, oggi, appare come una delle più trasparenti metafore del nuovo nei consumi. Vi è un consumatore che prende gradatamente le distanze dal prodotto anonimo, standardizzato, massificato. Che richiede, in maniera insistente, prodotti non pensati per “un volto nella folla” (Riesman) ma progettati sulla base delle sue esigenze. Prodotti custom made, taylor made. Una prima risposta a questa domanda è stata il su misura industriale: un tempo un ossimoro, adesso una nuova realtà grazie alle nuove tecnologie produttive. L’industria dell’abbigliamento (ma non solo questa) ci ha da tempo abituati a ciò: non solo con i suoi brand di eccellenza come Armani e Zegna ma anche con altri (Coin, Levis) che si rivolgono a fasce di mercato con un diverso potere di acquisto.

Ma il prosumer va ben oltre queste nuove forme di attenzione, di rispetto e di servizio da parte del mondo della produzione. Gradisce, ed è richiesto, un suo coinvolgimento in fase di progettazione. Le imprese infatti avvertono, sempre più pressante, l’esigenza di un nuovo modo di rapportarsi ai consumatori: non è che queste, all’improvviso, siano diventate altruiste, generose e oblative. E’ che le regole del gioco sono cambiate: l’obiettivo della vendita/acquisto sta gradualmente lasciando il posto, per i due contraenti, alla relazione tra chi produce e chi compera. Il potere e la autonomia del consumatore sono, in questi anni, aumentati a dismisura. Le nuove tecnologie hanno reso possibile forme di protagonismo e proattività un tempo inimmaginabili. La blogosfera è divenuta l’ambito elettivo dove sperimentarli e in questo contesto l’individuo è ormai diventato produttore a pieno titolo. E’ illusorio pensare che quando poi si muove fuori dalla Rete sia disponibile a tornare al tradizionale stato di passività.

Per le aziende più evolute un coinvolgimento più diretto del prosumer in molte decisioni, un tempo esclusivo appannaggio del management, è già realtà. Non si tratta soltanto di una produzione più aderente ai bisogni dell’utenza ma la delega a questa di input progettuali disseminati lungo tutta la filiera del consumo. Nel settore del software e dei videogiochi (da Gameboy a Nintendo) è già prassi da tempo: i consumatori, scelti tra le tante tribù che gravitano intorno alla marca, restituiscono con entusiasmo alle aziende soluzioni testate con grande competenza e, in molti casi, migliorate. Lego, nel progetto Mindstorm per la produzione di robot personalizzati, ha coinvolto massicciamente centinaia dei suoi consumatori. Anche nei settori più tradizionali il prosumer comincia a trovare spazio. La Nissan ha coinvolto i suoi fan club degli USA nella progettazione della nuova Nissan. La Fiat nella messa a punto delle campagne pubblicitarie. L’elenco comincia ad essere lungo. Ce n’est qu’un début….

Paolo Fabris
fonte Repubblica.it

www.spidertechsails.eu

Primo Seminario Spidertech Authorized Designer

Portonovo (AN)
Excelsior Hotel la Fonte
20-21 Febbraio 2007

file pdf con il programma

Si è concluso con grande soddisfazione sia da parte del Team della Fiorenzi Marine Group che dei partecipanti il Primo Seminario dedicato interamente a Spidertech Integrated System e agli Spidertech Authorized Designers.

Al di là di ogni promettente aspettativa è stato un incontro entusiasmante fecondo di scambi, di apporti e di riflessioni tali da auspicare altri appuntamenti del genere in futuro.

Presenti i velai sia italiani che internazionali: alcuni hanno lavorato con noi a partire dal lancio di Spidertech altri si sono aggiunti via via durante il percorso partecipando agli eccellenti risultati derivanti dal lavoro fatto insieme.

Si è parlato dello sviluppo del software e delle macchine per la produzione, abbiamo presentato i nuovi strumenti web disponibili per gli Spidertech Authorized Designers, abbiamo promosso nuove attività e sviluppi futuri.

Ecco i nomi dei partecipanti:

VELERIE ITALIANE
Veleria zadro Sig. Federico Coloni
Veleria di tech Sig. Roberto Westerman
South Sails Sig. Roberto Zanzani
Banks Sails Italia Ing. Antonio Caratù
Banks Sails Italia Sig. David Pignatelli
Veleria Olimpic Sig. Mauro Parladori
Veeria Olimpic Sig. Renzo Sorci
Veleria Mura Sig. Andrea Mura
Veleria 3FL Sig. Francesco Cruciani
Veleria Ullman Sig. Roberto Vencato
Veleria Challenger Sig. Mario Mainero
Aurora Sail Sig. Filippo Aurora

VELERIE STRANIERE
Sea Way Sailmaker Porto Roz Mr Ivan Strauss
Dusko Tomic Sailmaker Zagreb Mr Boris Tomic
Kemp Sails UK Mr Robert Kemp
Kemp Sails UK Mr Matthew Atkins
Lundh Sails Sweden Mr Peter Lundh
S-Cube Sail France Mr Patrick Boronat
Banks Sails Uk Hugh Myers
Fox Design France Mr Charles Bertrand
Master Sails Spain Mr Paco Coll

GIORNALISTI
Fare Vela Massimo Procopio
Giornale della Vela Paolo Florio

COLLABORATORI FMG
Chris Todter Performance Analysis Expert

Appuntamento al prossimo seminario.

Primo Seminario Spidertech auhorized designer
La sala del Seminario e i partecipanti

Primo Seminario Spidertech auhorized designer
Alessandro Gherardi - Supporto SpiderTools e FMG Scientific Software Solutions: Presentazione della prima versione di SpiderSim II, il programma per analisi aeroelastica

Primo Seminario Spidertech auhorized designer

Primo Seminario Spidertech auhorized designer
Piermario Timpanari - Direttore Produzione HTM “Stato attuale dei tools disponibili. Presentazione di SpiderMould e breve dimostrazione di SpiderFibre”

Primo Seminario Spidertech auhorized designer

Italia leader nella nautica da diporto. Ma serve più tecnologia nelle imprese

E’ quanto emerge da uno studio realizzato in occasione del Seatec 2007, il Salone di Carrara Fiere

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fonte: ItaliaOggi 31 gennaio 2007

To CFD or not to CFD: that is the question?

Long before man first flew, physicists had been searching for mathematical models to describe, predict and measure the effects of fluid flow. The incentive then was mostly intellectual thought it did have implications for boats and ships […]

reed all in PDF files
Volume 1 (534 kb)
Volume 2 (458 kb): David Hollom looks at CFD fits into the design spectrum

RINA CAD review

This article looks at some of the hull modelling software currently available and provides some suggestions for features that prospective purchasers should look for when selecting this type of software package for their design office or shipyard. There is a very wide range of software available and it is well worth spending some time examining the demonstration versions of the software, user documentation and sample files to get a feel for the programs before deciding which one to purchase.
Here the focus is on hull modelling software, though most of the packages offer additional capabilities such as hydrostatics, resistance analysis, etc. Obviously these other features are very important, but it is beyond the scope of this article to investigate them in any great detail. It should be noted that only software running under Microsoft Windows has been examined since this is the platform that the majority of ship designers are currently using.
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I video di Vento di Sardegna, vincitore della Corsicaxdue 2006

la partenza di Mura e Maisto per la Corsica x due
scarica il video 12 MB

di bolina verso la Corsica
scarica il video 8 MB

Corsica: bonaccia
scarica il video 11 MB

è notte: 25 nodi di tramontana al Giglio
scarica il video 5MB

Vento di Sardegna è invelato dalla veleria Mura utilizzando tecnologia Spidertech

fonte http://www.ventodisardegna.it
foto Roberto Marci

El foque: Working jib - Especie exótica en extinción

Riceviamo questo articolo da Juan Josè Merayo della Banks Sails España, che volentieri pubblichiamo.

Los yates a vela están obligados a elementos de seguridad, controles del motor, casco, sistemas eléctricos, gas, comunicaciones, sanitarios etc., sin embargo es difícil de ver en la mayoría de ellos lo que ha estado a bordo desde la época de Joshua Slocum , un simple foque lo suficientemente fuerte y confiable como para que pueda ser útil cuando el viento aumenta.
Sea por performance o seguridad, tener a bordo un foque para viento o un tormentín, con posibilidades concretas de poder ser envergado, debería ser y lo es en cualquier mar del mundo, algo de sentido común. Curiosamente en las flotas charter pedir que incluyan un foque abordo esta considerado como la solicitud de un elemento exótico.
Es redundante explicar que cuando por el aumento del viento y el rumbo a navegar, el genova parcialmente enrollado o “rizado” no nos asegura el rumbo ni la velocidad adecuada, más la posibilidad cierta de rifarla, la prudencia marinera sugeriría un cambio por un foque pequeño o un tormentín. Contrariamente parecería ser que la estrategia generalizada, si el viento aumenta es enrollar todo y dar máquina.
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Oscar della Vela 2005

Come ogni anno l’Accademia Navale di Livorno ha assegnato i prestigiosi premi Oscar della Vela – Premio Italia per la vela, nell’ambito della cornice del XXII Trofeo Accademia Navale in collaborazione con “Tuttovela – Il villaggio della vela”. Ad aggiudicarsi il trofeo nella categoria Miglior Progetto per la Vela è stato il giovane studio comasco MP Design, selezionato dalla giuria per il progetto del GY 53, un moderno cruiser-racer di 16.90 metri.
Abbiamo chiesto all’ingegner Luca Pusterla, titolare dello studio insieme all’ingegner Molteni, di parlarcene.

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Le tecnologie aerospaziali applicate alla nautica

I materiali compositi possono essere utilizzati in molti modi diversi, in base all’utilizzo e alle capacità produttive.
Esistono molte variabili da tenere in considerazione, ad esempio le norme di sicurezza, eventuali certificazioni da rispettare, l’importanza relativa delle prestazioni strutturali, estetica, numero di pezzi da costruire, grado di competenza della manodopera, disponibilità di macchinari speciali, costo per unità, investimenti in attrezzature ed altri. A proposito delle fibre di carbonio, è disponibile sul mercato qualunque tipologia di prodotto, a volte l’unica caratteristica in comune è la presenza di quelle fibre all’interno; infatti, il peso, le proprietà meccaniche e l’aspetto possono risultare molto diversi.

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gli accessori in carbonio FMG: passerelle, ruote, tangoni, portastrumenti

Chiglie basculanti

Rod Fogg, a capo del Team di progettazione strutturale di SP parla delle chiglie basculanti in relazione alle nuove sfide strutturali messe in luce dalla neonata razza di 70 piedi per la Volvo Race. Sviluppate per barche da regata, soprattutto nella classe Open 60, le chiglie basculanti sono ora largamente utilizzate per vari tipi di yacht. Qualche esempio: il Supermaxi record breaker Mari Cha IV ed il Supercrocera di 65 piedi disegnato da Owen-Clarke, Spirit of Adventure.
La chiglia basculante incrementa le prestazioni dell’imbarcazione a scapito di maggiori complessità strutturali nell’attacco e controllo della chiglia e di carichi più elevati applicati alla struttura dell’imbarcazione nel suo complesso.
Leggi tutto l’articolo del numero di agosto 2004, contenuto in files pdf.

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